giovedì 19 aprile 2018

Summeat secondo me




Mi piace pensare all'Abruzzo come a un crocevia di essenze che si fondono.

In certi punti è possibile perdersi nell' azzurro del mare e poi un attimo dopo, sognare sentieri montani che portano a raggiungere luoghi magici, sospesi tra ghiacciai e boschi incantati. Puoi meravigliarti di una chiesa medievale e percorrere in bicicletta ponti di architetti contemporanei che con la mente ti trasportano in grandi metropoli oltreoceaniche. Assaggiare la sapidità di un pecorino stagionato e perderti nel profumo di una vongola pescata di fresco. Cercare nel centro di Pescara i maritozzi con la panna e il giorno dopo, assaporare i ravioli di un rifugio di montagna in una radura poco visitata.

E allora, perché non proporre un festival che sia la consacrazione del cibo e del territorio abruzzese?
e perché non farlo in una cornice speciale, come quella dell'Aurum? in quella parte di Pescara che sembra ancora echeggiare gli splendori degli anni 20, quando la Mia Città era un giardino in fiore e una meta vacanziera per i personaggi famosi?

L'idea del Summeat è vincente.
Soprattutto se la si immagina nel contesto di oggi in cui la riedizione in chiave contemporanea della tradizione costituisce il mood di molte aziende del settore enogastronomico e turistico.

Per cui, non mi rimane che invitarvi al primo festival sul cibo che si terrà a Pescara dal 21 al 24 aprile 2018 (TUTTE LE INFO QUI ----> https://summeatfestival.com/). Potrete perdervi tra gli eventi proposti che si troveranno nei tre punti focus dell'Aurum (sala Barbella, terrazza Flaiano e piazzale Michelucci), in via Cesare Battisti e in Piazza della Repubblica. Tra live show, show cooking, conferenze e intrattenimento musicale, senza dimenticare la dolcezza di una degustazione di gelato di qualità, il coinvolgimento sarà unico.
Il biglietto di ingresso costa 5 euro, ma è possibile anche acquistare pacchetti di due o più giorni.


Cosa aspettate? Io ci sarò e voi?


venerdì 21 agosto 2015

Se non ti lecchi le dita...

croccanti, deliziose, semplici e buone.

 Giuste da sgranocchiare come aperitivo, mai banali in una cena o un pranzetto sfizioso. Puoi mangiarle con le mani, intingerle nelle salse più diverse, poi leccarti le dita per gustare quell'ultimo saporino che ti rimane e prepararti ad afferrarne un'altra. a volte puoi trovarle al ristorante servite in un cartoccio, aromatizzate in mille modi differenti. Uno chef di grande fama e anche abbastanza bello ha messo la sua faccia con una di loro servita come se fosse una tartelletta rivisitata in versione gourmand. conviene comprarle già impacchettate ma... la versione casalinga risulta a dir poco sensazionale.

volete provare?....

ecco che le chips croccanti di patate sono servite.


tagliate le patate con una mandolina per averle tutte della stessa dimensione, si può fare questa operazione anche a mano, ma occorre tagliare le patate in modo molto sottile. Si possono mantenere le patate con la buccia, ma per far questo è importante lavarle accuratamente con il bicarbonato e acqua. a questo punto mettete a bagno in acqua per almeno un'ora le patate già affettate. Ho visto diverse ricette online e molti lasciano a mollo per anche due ore..io in mezz'ora ho ottenuto un risultato fantastico. passato il tempo asciugate per bene, potete aiutarvi con una centrifuga, l'importante è che le patate rimangano asciuttissime. friggete in olio profondoe condite alla fine come più vi piace (sale, paprika etc...).

o t t i m e....



buon appetito,
alla prossima, Vale

 

mercoledì 8 luglio 2015

Studiare al suono di banana pan - cake!


Un albume d'uovo avanzato, pressione sotto zero e caldo afoso che ti avvolge come se stessi in un boiler. Non ti salva niente: il condizionatore, il ghiaccio, la doccia fredda. In fondo l'estate è così: tutto in stand - by per due mesi, compreso il cervello che rallenta quando non deve e non riesce a sostenere i ritmi di studio elevati. E quindi? arrendersi e soccombere al solleone o accettare la sfida di studiare mano nella mano con un ventilatore? la scelta è caduta sulla sfida, ma con l'aiuto di un surplus di energia dato da pan cake a base di banana, che portatrice sana di triptofano,
giova ai neuroni e al buon umore. Per la ricetta non occorrono che pochi minuti, pronti? via!

un albume d'uovo
una banana
un pizzico di sale
un cucchiaio di maizena
cannella
mandorle
miele

In un piccolo mixer frullare mezza banana, un albume d'uovo, un pizzico di sale un po' di cannella e la maizena. In una padella calda versare a cucchiaiate il composto (ne vengono circa 4). quando si formano le bollicine, girare i pan cake e terminare la cottura. Servire caldi con il resto della banana a guarnire e cannella, miele e mandorle tritate. uno sprint di salute!

alla prossima, Vale